NOTIZIARIO FLASH 34 – AUDIZIONE COMMISSIONE DI STUDIO PER L’ATTIVAZIONE DEL SISTEMA MUSEALE NAZIONALE – LO SMANTELLAMENTO DELLE SOPRINTENDENZE SPECIALI – LA ISTITUZIONE DEI POLI REGIONALI MUSEALI
AUDIZIONE COMMISSIONE DI STUDIO PER L’ATTIVAZIONE DEL SISTEMA MUSEALE NAZIONALE
In data odierna la Federazione Intesa è stata sentita dalla Commissione di Studio per la attivazione del sistema museale nazionale in attuazione del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 29 agosto 2014 n. 171 e dei D.M. 23.12.2014 sull’organizzazione e funzionamento dei musei statali. Presenti all’incontro il Presidente Consigliere Lorenzo Casini , il dott. Daniele Jalla ,il dott. Alberto Garlandini e dal rappresentante della Direzione Generale dei Musei.
In apertura di riunione il Consigliere Casini ha fatto un breve sintesi sul lavoro svolto e su quello che resta da fare per dare impulso e ordinarietà al nuovo sistema di gestione dei musei italiani.
La Federazione Intesa ha fatto una breve dichiarazione nella quale ha ricordato all’Amministrazione che tutte le riforme, come quella epocale del MiBACT, hanno bisogno di tanti pezzi che messi insieme producono un buon lavoro in particolare per chi conosce l’Amministrazione da almeno 30 anni. “Chi va avanti da solo produce solo problemi”. Abbiamo inoltre dissentito con l’Amministrazione sul metodo utilizzato sino ad ora che, ha prodotto solo innumerevoli problemi, perdite di tempo che sommandoli insieme per il momento, danno un risultato non positivo e tanto perchè i vari ed innumerevoli suggerimenti sono stati ignorati. Comunque ,la Federazione Intesa, continuerà a confrontarsi serenamente con l’Amm.ne – ognuno facendo la propria parte – per giungere ad un risultato utile e giusto per il personale, per l’Amministrazione e per il ns. paese.”
Pertanto,relativamente alla riorganizzazione del MiBACT e del settore dei musei,riteniamo che:
Il settore Musei è quello che è stato maggiormente inciso dalla nuova organizzazione del Ministero.
Riteniamo che la strategia adottata è pienamente condivisibile e estendibile agli altri settori del Ministero, poiché si basa su una valutazione del prestigio e della attrattività dei plessi.
Tuttavia la strategia richiede uno strumento di applicazione coerente con la disciplina di funzionamento della pubblica amministrazione; strumento necessariamente semplice e trasparente.
Si richiama pertanto l’attenzione sulle già difficili modalità di attuazione della riorganizzazione del Ministero per l’incremento dei centri di costo derivanti dalla istituzione dei poli regionali museali e i rivoli di centri di costo derivanti dallo smantellamento delle soprintendenze speciali;
Si rende necessario e urgente un intervento correttivo del D.M. 27 novembre 2014 e del D.M. 23 dicembre 2014 (c.d. D.M. Musei).
Sarebbe opportuno semplificare la struttura organizzativa del Ministero riprendendo i moduli organizzativi tipici di una Amministrazione statale dalla quale ci stiamo sempre più allontanando;
Siamo molto critici e attendiamo che si pronunci la Corte dei Conti interessata da più parti sulle “procedure concorsuali”attuate dall’Amministrazione per la scelta dei 20 manager della cultura, scelta che ha penalizzato fortemente il nostro personale; Al riguardo si rappresenta quanto segue.
LO SMANTELLAMENTO DELLE SOPRINTENDENZE SPECIALI
La formula organizzativa delle soprintendenze speciali ai poli museali di Roma, Firenze, Venezia,Napoli, costituiva un modello collaudato, senza precedenti nella pubblica amministrazione.
Veniva garantita mediante un unico importante centro di costo elasticità e ampia autonomia organizzativa e la gestione di una coerente e vasta area organizzativa omogenea, articolata e perfettamente integrata.
La disgregazione dell’asset funzionale e consolidato delle Soprintendenze speciali ai Poli museali in una molteplicità di rivoli, con la creazione di nuovi centri di costo, sta generando il blocco amministrativo e un caos istituzionale che potrà avere effetti devastanti per la immagine del nostro Paese e per la tutela delle nostre bellezze.
LA ISTITUZIONE DEI POLI REGIONALI MUSEALI
La istituzione dei Poli regionali museali si inserisce proprio in questo contesto e si aggiunge alle figure dei segretariati regionali.
Si tratta di ulteriori centri di costo che si sommano a quelli derivanti dallo smantellamento delle ex soprintendenze speciali.
Stiamo assistendo al disorientamento dei più esperti professionisti di amministrazione e contabilità di fronte al trasferimento di competenze, compiti e funzioni da un soggetto all’altro; da un soggetto dotato di autonomia organizzativa e finanziaria a una molteplicità di soggetti che non la hanno e che devono immediatamente garantire la tutela del patrimonio assegnato, il funzionamento, le manutenzioni e i servizi al pubblico.
Inoltre i neo istituiti poli regionali costituiscono articolazione della Direzione generale dei Musei. Una parte degli istituti orfani delle ex soprintendenze sarebbe confluita nei poli che a loro volta dipendono da una direzione generale.
La presenza sul territorio del Ministero è, pertanto, fortemente compromessa. Sarebbe stato opportuno mantenere in periferia la presenza del solo Dirigente generale mediante la individuazione di gruppi omogenei di regioni denominabili provveditorati regionali ai beni e alle attività culturali e Turismo e senza alcuna creazione di nuovi centri di costo.
Il Coordinatore Nazionale
Renato Petra
caos totale
E’ l’ultimo passaggio prima della Beni Culturali S.p.a.